Martelletto agocutaneo

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Viene generalmente chiamato martelletto agocutaneo o martelletto a fiore di prugno (mei hua zhen). Questa tecnica si basa sull’uso di un attrezzo a forma di piccolo martello che ha sulla punta degli aghi uniti tra loro (a 7 stelle) oppure aperti (a fiore di prugno).Si utilizza direttamente sulla cute per produrre un’iperemia della zona trattata, sempre con lo scopo di richiamare sangue e, di conseguenza, Qi.

In alcune patologie viene usato anche producendo un piccolo sanguinamento.
Il martelletto può essere utilizzato in molteplici malattie e disturbi, addirittura per la caduta dei capelli, per l’adipe, per il trattamento dei capillari superficiali.
La tecnica può utilizzare la percussione su un area, sui meridiani, sui punti energetici.

Rispetto all’agopuntura il martelletto agocutaneo, ha il vantaggio di poter trattare molti punti energetici nella stessa seduta senza creare danno; inoltre è una tecnica meno invasiva.

Auricoloterapia

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mappa auricolare

L’auricoloterapia si basa sul concetto di microsistema corporeo. Secondo questo concetto, parti del corpo comunicano con la totalità di esso e quindi riflettono lo stato di salute del macrosistema. L’orecchio è un microsistema (come il piede, la mano, l’occhio, il viso) che contiene la mappa di tutto il corpo e degli organi.
I punti situati sull’orecchio danno informazioni sullo stato del corpo e degli organi; agire su di essi produce uno stimolo riflesso che attiva e produce una risposta di recupero dell’organismo. Quindi l’orecchio può essere usato per la valutazione funzionale energetica del corpo e degli organi ma anche per il riequilibrio energetico degli stessi.
È un trattamento molto efficace sui problemi acuti (esempio della colonna vertebrale), non ha effetti collaterali, non è invasivo, è ben tollerato ed ha ampie indicazioni di trattamento.
La stimolazione dei punti auricolari avviene tramite un micromassaggio che può essere manuale, con strumenti a punta tonda, con martelletto a fiore di prugno, oppure tramite pressione con semi di vaccaria, tramite moxa, tramite laser.

Moxibustione

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Moxa o Moxibustione

L’applicazione del calore su punti o zone corporee è una pratica terapeutica antichissima.
Moxa deriva dal giapponese Moe Kusa (erba che brucia), ma le prime notizie sull’uso del calore per curare o lenire
i dolori arrivano dalla Cina, dove la tecnica prende il nome di Jiu Fa.

Il materiale usato per praticare la moxa è l’Artemisia Vulgaris, pianta molto diffusa in Estremo Oriente ed in gran parte dell’Europa. Le foglie seccate vengono macerate trasformate in una specie di lana e usate a forma di sigaro o coni.

L’azione riscaldante della moxa, che brucia mantenendo una temperatura costante, rimuove le ostruzioni lungo i canali energetici attraverso il calore; è quindi indicata per i disturbi generati dal freddo e dall’umidità.

Secondo i concetti di Medicina Tradizionale Cinese la moxa nutre lo yang, è quindi efficace l’utilizzo anche preventivamente contro le sindromi influenzali.

Da tempo è dimostrata l’efficacia del trattamento con moxa del punto St 36 (Tzu San Li) per rinforzare le difese dell’organismo.

Moderne ricerche hanno dimostrato che la moxibustione può essere efficace per il miglioramento delle funzioni respiratorie, digestive e circolatorie.

Migliorando la circolazione di Qi e sangue aumenta le capacità del sistema immunitario, previene l’ipertensione arteriosa, ed è nota la validità del trattamento con moxa per l’artrosi e per la presentazione podalica del feto.

La moxibustione può essere diretta oppure indiretta quando si utilizza un isolante tra la fonte di calore e la cute.
I materiali più usati in questo secondo caso sono: aglio, zenzero, sale o altro.

Controindicazioni:

• nelle zone del viso bisognerà applicare la moxa con estrema cautela
• alcuni punti perioculari o dove vi sono grosse arterie o vene superficiali sono vietati
• non agire sulle vene varicose
• non usare su bambini molto piccoli
• evitare durante la gravidanza.